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IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA

08 Mag

Come in materia civile si è tentato di decongestionare il ricorso ai giudizi con l’istituto della conciliazione, anche in materia fiscale si è approdati ad uno strumento alternativo alla controversia con LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA.  MediazioneTrib copia Esso è un procedimento obbligatorio introdotto dall’art. 39, c.9, del D.L. n. 98/2011 aggiornando così il D.Lgs. N. 546/1992 che ha introdotto l’art. 17-bis, rubricato – il reclamo e la mediazione –   In buona sostanza si è pensato ad un rimedio amministrativo per decongestionare il contenzioso tributario per atti di non elevato importo e tutto a partire dal 1° aprile 2012.
Vediamo nei particolari:
Istituti:
Il contribuente al quale è stato notificato dall’Agenzia delle Entrate un atto illegittimo o infondato, può servirsi dell’istituto della mediazione tributaria, in particolare con gli istituti del RECLAMO e della MEDIAZIONE, ciò sulla scorta degli orientamenti giurisprudenziali già emessi in precedenza.
Valore delle controversie:
Il valore delle controversie oggetto di questo istituto non può essere comunque superiore ad euro 20.000.
Gli euro ventimila, riguarderanno il valore della controversia che deve essere il valore del tributo contestato, al netto di ogni interesse, sanzioni e pene ed oneri accessori. Per atti riguardanti solo irrogazioni di sanzioni il limite di euro 20.000 è dato solo dalle somme di queste ultime.
Oggetto della controversia :
Circa gli atti, per cui si può ricorrere, sono tutti quegli atti elencati dall’art. 19 D.Lgs. n. 546/92.
L’importo massimo per il quale il contribuente può rappresentarsi da solo senza l’intervento di un difensore abilitato è di euro 2.582,28, importo oltre ed a concorrenza degli euro 20.000 dovrà obbligatoriamente ricorrere ad un professionista abilitato.
La MEDIAZIONE TRIBUTARIA, è un istituto che il contribuente può espletare in maniera facoltativa.
Il RECLAMO no, infatti dal 01/ gennaio 2014 è obbligatorio per poi procedere al ricorso.
Nel pratico, una volta ricevuto l’atto notificato, dall’Agenzia delle Entrate, bisognerà presentare l’istanza di reclamo, alla Direzione Provinciale o Regionale o al Centro di Servizio, negli stessi modi di come si volesse ricorrere e negli stessi termini quindi, hanno valore anche i termini interruttivi delle ferie legali che vanno dal 1° agosto al 15 settembre – termine di sospensione – .
Abbiamo detto che l’istanza va presentata negli stessi modi del ricorso pertanto ad esso andranno allegati unitamente alle doglianze tutti i documenti che si ritengono idonei a riprova di quanto si intende far valere; sempre andrà allegata una copia dell’atto da impugnare ( come nel ricorso tributario). Anche la documentazione già in possesso dell’amministrazione finanziaria andrà allegata pur se già in possesso della stessa ( questo è opinabile in quanto in contrasto con la legge 241 e con lo statuto del contribuente, comunque va allegata ); infine va riportata la rideterminazione dell’ammontare della presunta pretesa tributaria.
Mentre abbiamo detto l’istanza di mediazione tributaria è facoltativa, l’ istanza di reclamo è obbligatoria ed una sua mancanza specifica non da possibilità al contribuente/ricorrente di procedere successivamente al ricorso presso la CTP.
Trascorsi 90 giorni dal ricevimento dell’istanza di reclamo da parte dell’Agenzia, nel caso di rigetto dell’istanza oppure nel caso in cui il contribuente non voglia accettare la proposta dell’Ente Finanziario, da quel momento inizia a decorrere il termine di 30 giorni necessari per la costituzione in giudizio del contribuente.
La costituzione in giudizio avviene con il deposito presso la CTP del ricorso con l’istanza già notificata all’Agenzia delle Entrate, con le stesse modalità previste.
Ricorrere dinanzi la CT, non è un atto gratuito, ma all’atto del deposito in cancelleria tributaria si dovrà aver assolto al pagamento del contributo unificato, variabile nell’importo in base al valore della controversia.
Da segnalare che durante il procedimento di mediazione tributaria viene sospesa ogni attività di riscossione.

Gianluigi Montini – commercialista –

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Pubblicato da su 8 maggio 2014 in Diritto

 

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