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DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE, QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

30 Ago

E’ sempre bene fare una rispolverata sugli obblighi che nascono al delato ( soggetto al quale viene offerta la possibilità di divenire erede ).

In Italia, con il decesso di un soggetto fiscale, nasce l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione che deve essere effettuata nel termine di dodici mesi appunto dalla data di decesso, pena sanzioni; la data del decesso quindi è la data di inizio dell’apertura della successione.

Nel termine dei dodici mesi Testamentoè possibile presentare senza alcuna sanzione altra dichiarazione di successione in rettifica della presedente già presentata.

Circa il luogo di presentazione, esso deve coincidere con l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate dove vi era l’ultima residenza del defunto.

La modulistica, è quella scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate o ritirabile presso gli uffici stessi, il modello è denominato “ modello 4 “.

Nella successione và dichiarata tutta la massa attiva, e dove siano presenti unità immobiliari, prima della presentazione vanno versate le imposte ricadenti per tale obbligo.

In particolare:

> Imposta di successione

> Imposte Ipotecarie

> Imposte catastali

> Imposte di bollo

Nei trenta giorni dalla presentazione della successione va aggiornata poi la posizione presso gli uffici territoriali catastali con la presentazione delle volture a nome dei chiamati.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione? I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione, sono :

I chiamati all’eredità, i legati, chi li rappresenta legalmente.

Gli amministratori dell’eredità.

I curatori delle eredità giacenti.

Gli esecutori testamentari.

Gli ammessi nel possesso dei beni, in caso vi sia assenza o dichiarazione di morte presunta.

I trustee.

Qual’ora vi siano più persone che concorrono ad essere eredi, è sufficiente che uno di loro si faccia carico di presentare la stessa, con eventuale diritto di rivalsa qual’ora ci siano più coeredi.

Vediamo praticamente come si determinano i valori che dovranno poi essere dichiarati.

Per gli immobili, viene preso il valore della rendita catastale che si ricava dalle visure catastali, detto valore viene moltiplicato per il 5% a titolo di rivalutazione ed una volta rivalutato del cinque per cento, moltiplicato per i sotto segnati coefficienti:

110 se si tratta di unità immobiliare prima casa.

120 se si tratta di unità immobiliari ricadenti nelle categorie catastali “ A” e “C”, con esclusione della categoria “A10” per il gruppo A e “C1”, per il gruppo C.

140  se si tratta di unità immobiliari appartenenti alla categoria del gruppo catastale “ B “ .

60 se si tratta di fabbricati appartenenti alla categoria catastale A10, e D. ( A10 riguarda uffici e studi privati ).

40,80 se si tratta di unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale “C1” e “E” ( C1 riguarda negozi e botteghe ).

Riguardo ai terreni non edificabili il valore si determina rivalutando il reddito dominicale del 25% e moltiplicando il risultato per 90.

Una volta determinata la base imponibile oggetto del calcolo si applicherà al valore complessivo dato dalla somma di tutte le unità immobiliari cadute in successione delle aliquote che variano seconda del grado di parentele del futuro erede e la persona deceduta.

4% , per il coniuge e i parenti in linea retta (genitori e figli), da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 1.000.000 euro.

6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 100.000 euro.

6%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta nonché affini in linea collaterale fino al terzo grado.

8%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per le altre persone.

Cosa molto importante da tenere in considerazione nel calcolo delle imposte, quindi delle franchigie, è che se il soggetto presunto erede, ha ricevuto in vita donazioni di beni immobili dal defunto, questi beni concorreranno con il loro valore unitamente alla quota o frazione di quota spettante, alla determinazione del valore globale quindi della franchigia.

Determinata l’ imposta di successione gravante, vediamo ora le altre imposte. Come detto sono l’ imposta ipotecaria e l’imposta catastale.

Esso sono pari rispettivamente al 2% ed all’ 1%, con un versamento minimo di € 200,00  cadauna se dal calcolo dovessero uscire imposte di valore più basso.

Queste imposte devono essere versate con il Mod. F 23, con il codice tributo 649 T ed il codice tributo 737 T, rispettivamente per l’ipotecaria e la catastale.

Se per il denunciante dovesse trattarsi di prima casa, il valore resta fino ad € 200,00 ad imposta, al di là del valore che se ne determina.

Occorrerà naturalmente effettuare attestazione di quanto viene asserito.

Chi può beneficiare dei requisiti di prima casa?  Colui che eredita l’immobile può beneficiare dei sopra detti requisiti di prima casa a condizione che si verifichino entrambi e seguenti requisiti e cioè : il chiamato non deve essere titolare esclusivo e neanche in comunione con il coniuge di diritto di proprietà, ma neanche di usufrutto, uso e di abitazione di un’altra casa nel Comune ove è presente l’unità immobiliare oggetto di eredità; inoltre il chiamato dovrà rispettare anche il secondo requisito e cioè il non essere titolare su altra unità immobiliare, in tutto il territorio nazionale, neanche per quote parti o in comunione legale, di diritto di proprietà, di diritto d’uso, usufrutto, abitazione o di nuda proprietà, anche se acquistata dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni sulla prima casa.

L’immobile inoltre deve trovarsi nel Comune dove il chiamato ha la propria residenza o dove intende trasferirla entro i diciotto mesi.

Vediamo infine le decadenza dalle agevolazioni.

Si perde il beneficio di prima casa, sia quando vi sia mendace dichiarazione, sia quando nei diciotto mesi non vi sia la attribuita la residenza, nell’un caso come nell’atro, vi sarà la decadenza dal beneficio.

Gianluigi Montini – commercialista –

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Pubblicato da su 30 agosto 2014 in Fiscale

 

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