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TASI…. DUE GIORNI ALL’ALBA

13 Ott

Della TASI 2014 – Tassa Servizi Indivisibili – abbiamo già parlato in altro articolo, però avvicinandosi la scadenza dell’acconto, precisamente il 16 ottobre, cercheremo di approfondire l’argomento.

Vediamo chi per la legge sono considerati soggetti passivi TASI, per cui obbligati al pagamento.

Sono soggetti passivi TASI sia i proprietari come naturale che sia, ma anche i detentori e questa è una novità per le imposte sulle proprietà immobiliari. Per quanto riguarda la figura del proprietario/possessore è colui che detiene a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie, un’unità immobiliare o anche un’area;Tasi44 quindi anche coloro che detengono un diritto reale sull’immobile; detentore, colui che non è proprietario ma occupante a qualsiasi titolo dell’unità immobiliare.

Questo possessore, soggetto diverso dal proprietario per legge sarà tenuto al versamento della TASI contestualmente al proprietario, nella misura che può variare dal 10% al 30% massimo, secondo le aliquote che il Comune ha determinato con delibera.

L’inquilino o occupante per il proprio calcolo non dovrà considerare la categoria di abitazione principale bensì dovrà considerare ai fini dell’aliquota, la categoria di altre abitazioni, ovverosia la categoria di seconde case.

Da precisare che l’imposta TASI non è un’imposta solidale tra il proprietario e l’inquilino, pertanto qualora l’inquilino non dovesse provvedere al pagamento, nulla potrà essere chiesto dall’Ente al proprietario per l’imposta dall’inquilino non versata.

Nell’ipotesi poi che l’unità immobiliare sia abitata da più coinquilini – casi non rari oggi – potranno non calcolarla tutti pro quota bensì uno tra loro assolverà il tributo a suo nome e poi con un qualsiasi criterio di tipo privatistico ripartirsi la somma versata; ipotesi per teste, per superficie occupata, per camere occupare, per somma di più criteri ecc.

I singoli Comuni, potranno inoltre determinare delle detrazioni ma solo per le abitazioni principali e con apposita delibera che andrà ricercata nel sito del Dipartimento delle Finanze.

Inoltre l’importo non è fisso ecco perché è buona norma verificare sul sito del Dipartimento delle Finanze, esso può essere agganciata alla rendita catastale, come al reddito del proprietario, come anche in misura fissa.

La detrazione, qualora l’Ente l’abbia approvata, una volta determinata verrà sottratta dal totale dell’imposta TASI determinata; in sintesi, sottratta a piè d’imposta.

Veniamo al calcolo: Si parte come sempre dalla Rendita Catastale dell’unità immobiliare abitata e se presente pertinenze, la rendita catastale va sommata a quella dell’unità immobiliare.

La rendita catastale che và presa è quella che risulta dalla visura catastale, quindi và aggiornata.

L’aggiornamento si effettua moltiplicando la rendita stessa per 1,05%.

Successivamente si determina la base imponibile che per le unità immobiliari abitative è 160.

Determinata la base imponibile si calcola l’imposta moltiplicando la base imponibile per l’aliquota applicata che a titolo di esempio definiamo essere 2,50‰ .

Ecco determinata l’imposta TASI da versare. Attenzione se dovessero esserci detrazioni, una volta calcolate (vari possono essere i criteri di calcolo delle stesse) andranno detratte al risultato dell’imposta ottenuta.

Importo minimo al di sotto del quale non si versa è € 12,00.

Imposta da versare con modello F24, si arrotonda allo 0,50 centesimi di euro, pertanto 12,50 euro diventerà € 13,00 quindi soggetta al versamento dell’acconto.

Se l’unità immobiliare è seconda casa, sulla stessa graverà anche l’imposta IMU.

In caso di comproprietà, l’importo TASI calcolato andrà diviso in proporzione al valore della quota di proprietà.

Vediamo qualche caso particolare:

Ritengo spendere ancora qualche parola per due fattispecie non di rado frequenti e cioè unità immobiliare condivisa tra proprietario ed inquilino in questo caso sarà il solo proprietario a dover pagare l’imposta e non l’inquilino, la normativa asserisce che l’inquilino detentore dovrà corrispondere la TASI solamente se totalmente detentore dello stesso.

Le aree edificabili cioè quei terreni che sono dall’ente inserite nel PRG, ma che di fatto non trovando acquirenti causa crisi economica sono state affittare come agricole.

La normativa infatti asserisce che se il proprietario del fondo edificabile, è esso stesso coltivatore diretto, non paga l’imposta sui servizi indivisibili, ma se il proprietario ha concesso in affitto il fondo, allora l’affittuario del fondo agricolo, inserito però nel PRG, sarà tenuto al versamento dell’imposta.

Cosa alquanto anomala ritengo, in quanto il conduttore ha affittato come terreno agricolo e quello ne è l’effettivo utilizzo, non dovendo invece rientrare nella fattispecie di detentore generico di suolo.

Gianluigi Montini  – commercialista  –

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Pubblicato da su 13 ottobre 2014 in Fiscale

 

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