RSS

PERCHE’ UNA PMI SPESSO NON VIENE FINANZIATA …. POSSIBILI SOLUZIONI

05 Mar

 Rivolgo quest’articolo a tutti i colleghi e colleghe ma principalmente agli imprenditori titolari di PMI.

Siamo in un momento di crisi perdurante, che affligge sia l’economia locale che quella nazionale, le aziende non reggono più tale congiuntura e pure quelle con valide progettualità, stentano a realizzarle causa anche la poca accessibilità al credito.

Noto fortemente però che anche in realtà aziendali di un certo valore e con una penetrazione di mercato, viene data scarsa importanza al bilancio di esercizio, considerandolo solo uno strumento residuale dal quale leggere i dati per passare alle casse del fisco.

Purtroppo non dovrebbe essere così.untitled

Già la direttiva di Basilea 2 dava degli orientamenti tali affinché si sistemasse la contabilità in modo tale da ottenere bilanci i cui rating fossero accettabili in fase di lettura; purtroppo ad oggi Basilea 2 non si è ancora recepita se non negli effetti, direi disastrosi.

Gli istituti di credito continuano a concedere sempre minori linee di credito e sempre minori sono le iniziative che le aziende vedono finanziarsi.

Vi è poi Basilea 3 che oramai è entrata in vigore anche se sarà attuata gradualmente fino all’entrata a regime prevista per il 2019.

La morsa sulle aziende con bilanci poco ordinati, si stringerà sempre di più, in quanto le banche dovranno esse stesse riadeguarsi su nuovi coefficienti patrimoniali e rafforzare le loro riserve di liquidità per dare un maggiore sostegno alle PMI.

Basilea 3 darà poi un’ulteriore stretta da parte delle banche ad erogare credito a condizioni vantaggiose, e lo farà solamente ad aziende che non solamente danno attenzione ai propri indici di bilancio affinché abbiano un rating positivo ma che abbiano ottimi parametri patrimoniali e non siano eccessivamente indebitate.

La direzione è sicuramente questa per cui le PMI dovranno iniziare a ragionare in questa direzione in quanto l’epoca di società altamente indebitate e sottocapitalizzate è ormai finita; le banche richiederanno infatti un flusso di informazioni alla propria Clientela sempre più elevato e dettagliato.

L’equazione cui tutti gli istituti di credito dovranno continuare ad applicare è la seguente:

MAGGIOR RISCHIO AZIENDALE = MAGGIORI ACCANTONAMENTI = MAGGIORI COSTI PER LA BANCA e, quindi, di conseguenza: MAGGIORI COSTI PER IL CLIENTE, se non addirittura l’esclusione almeno da nuove linee creditizie.

Secondo Bankitalia, negli ultimi tre anni il volume di credito concesso nelle varie forme tecniche alle PMI ha subito una contrazione complessiva di circa il 60%, responsabile diretta la poca attenzione che si è dato ai bilanci, specchio della salute aziendale.

È di tutta evidenza che si impone a questo punto lo studio e l’applicazione concreta di sostanziali correttivi per non compromettere l’intero sistema banca-impresa.

Premessa importante è rendere effettiva e reciproca la trasparenza tra banche finanziatrici e imprese finanziate, anche e soprattutto per quanto riguarda le modalità di determinazione del rating.

Il convincimento da parte di entrambe le parti in causa, abbandonate le reciproche diffidenze è che l’interesse comune sia la trasparenza (che si dimostra, da un lato, nella trasmissione delle giuste informazioni aziendali e, dall’altro, nella condivisione dei criteri di valutazione) la quale non può che portare ad un miglior risultato che consentirà nella negoziazione del credito (affidamenti e finanziamenti) nella misura più equa, al livello di rischio più contenuto e di conseguenza al costo più favorevole.

Perché la Banca spesso dice NO? Quando un finanziamento, un mutuo o più in generale una linea di credito non viene concesso, le ragioni possono essere le più disparate:

Manca il capitale proprio. Le banche vogliono che l’imprenditore rischi quanto loro e diventano meno disponibili di fronte a chi ha idee, ma non un adeguato patrimonio.

Manca un business plan razionale. Il piano d’impresa deve portare dati sicuri su cui le banche possono far conto per la restituzione del capitale concesso, con i relativi interessi.

Manca l’esperienza del management. I finanziatori chiudono la porta quando il neo- imprenditore non dimostra di avere una buona conoscenza del settore in cui vuole entrare.

Mancano i dati finanziari. Per chi deve decidere se prestare denaro, le pagine più importanti del business plan sono quelle che riassumono le previsioni di entrate e uscite, il bilancio e i flussi di cassa. Se sono incomplete o imprecise, i finanziamenti non arrivano.

Presentazione poco incisiva. Importante che la richiesta sia presentata con molta cura, in modo professionale, ben scritta e con contenuti che rispecchiano la realtà e possono trovare riscontro in un futuro immediato.

Mancano i requisiti di base. Inutile chiedere finanziamenti ad una banca senza poter dare alcuna garanzia, senza poter dimostrare la sussistenza dei requisiti di affidabilità finanziaria e patrimoniali.

A questo punto e al solo scopo di migliorare il rapporto con la banca le PMI dovranno intraprendere alcune azioni di importanza strategica:

1. Rafforzare/incrementare il proprio patrimonio evitando di ricorrere alla esasperazione della quantificazione degli oneri pluriennali;

2. (FONDAMENTALE) produzione costante e sistematica di informazioni quantitative che consentano, anche ai fini interni aziendali, l’apprezzamento di dati gestionali consuntivi e preventivi, nonché di indicatori delle performance commerciali e finanziarie; fondamentale a questo riguardo è l’adozione/utilizzo di un sistema di tesoreria in tempo reale e l’aggiornamento tempestivo delle registrazioni contabili;

3. redazione del rendiconto finanziario per mettere in evidenza fonti e impieghi di capitale, capacità di autofinanziamento e individuazione del fabbisogno finanziario e conseguente stima della quantità di credito da richiedere al sistema bancario;

4. produzione di informazioni qualitative allo scopo sia di valutare il proprio posizionamento aziendale rispetto al settore economico, al benchmark ed alla migliore concorrenza, sia di apportare miglioramenti agli assetti organizzativi;

5. (FONDAMENTALE) massima attenzione ai dati andamentali riguardanti la puntualità di incassi e pagamenti, il livello degli insoluti, la rotazione degli affidamenti, la frequenza e l’entità degli eventuali sconfinamenti, l’attribuzione dei volumi di lavoro alle varie banche; la conoscenza periodica dei dati della Centrale dei Rischi è di primaria importanza a questo riguardo;

6. intensificare l’attività interna di budgeting e di business planning, o quantomeno dare più risalto alle previsioni ed al controllo prospettico dei fatti gestionali;

7. attribuire maggior dignità aziendale alla funzione finanziaria, destinata a rapportarsi in modo sempre più stretto con la controparte banca, e da considerarsi quindi non più come semplice esecutore delle decisioni industriali o commerciali;

8. (FONDAMENTALE) effettuare un’autodiagnosi permanente per meglio presentare i dati ed orientare in modo più favorevole il giudizio di rating delle banche, convincendo tutte le funzioni aziendali che la migliore presentazione dei fatti aziendali, per un’azienda sana, influisce in misura determinante sulla valutazione dei finanziatori;

9. considerare le alternative al credito a breve termine, come indicato in precedenza, senza trascurare il ricorso al factoring (per monetizzare i crediti commerciali) e al leasing (per agevolare gli investimenti in immobilizzazioni tecniche);

10. razionalizzare, il più possibile, il numero delle banche con cui operare, ampliandolo per accrescere le possibilità di finanziamento o viceversa riducendolo per selezionare gli istituti più generosi o semplicemente più obiettivi nel giudizio di rating;

11. confrontarsi con le banche con le loro stesse “armi”, nel senso di attribuire ad ogni istituto un vero e proprio “rating” che valuti i parametri principali, quali il costo del finanziamento (tassi, spread, commissioni, ecc.), la tempestività del servizio (tempi di esecuzione, ecc.) e non ultimo il grado di competenza/collaborazione mostrato a tutti i livelli nel rapporto banca-azienda dai funzionari bancari.

In virtù di quanto sopra esposto le imprese che risultano sottocapitalizzate vedranno il loro rating ridursi, essendo questo basato in buona misura sulla solidità patrimoniale del debitore: ad un elevato capitale proprio corrisponde, cioè, un elevato rating.

Sempre in considerazione delle citate regole, un patrimonio netto incrementale conferirà una maggiore probabilità di giudizi positivi degli Istituti di Credito al momento della decisione di concedere un affidamento.

Detto questo, lo studio ha stretto rapporti di consulenza/collaborazione con importanti istituti finanziari tramite i quali proponiamo un’operazione di :

VERSAMENTO IN C/FUTURO AUMENTO CAPITALE SOCIALE mediante l’APPORTO di AZIONI DEMATERIALIZZATE “ ************* “ da accreditare sul Dossier Titoli intestato all’Azienda e che permetterà all’azienda stessa di creare una posta attiva di bilancio; in pratica l’azienda rileverà nelle proprie scritture contabili:

IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE

– partecipazioni ……………………………………………………………………………… €. xxx.xxx,xx

                                                            a

                                                                                PATRIMONIO NETTO

                                                                            – capitale sociale …………………… €. xxx.xxx,xx

                                                – versamento in c/futuro aumento capitale sociale …. €. xxx.xxx,xx

Ai sensi dell’art. 2424 del codice civile .

Quali sono i vantaggi per l’impresa ?

a) l’acquisizione nel proprio attivo di bilancio di azioni al portatore (titolari codice ISIN) senza dover effettuare alcun versamento in riferimento al valore stesso delle azioni;

b) la possibilità di avere a disposizione titoli azionari che possano costituire una garanzia al momento della richiesta e/o nella rinegoziazione di affidamenti bancari

c) la contabilizzazione di una posta di patrimonio netto che incrementa il valore di patrimonializzazione della Società.

Di base l’operazione è impostata su un versamento in conto futuro aumento capitale sociale, ma ci si potrebbe trovare di fronte a situazioni che necessitano di alternative alla formula diretta del “versamento in c/futuro aumento capitale” ed allora si possono optare per tre soluzioni alternative:

1) L’acquisizione immediata di una partecipazione che prevede a latere un patto di riacquisto azioni alla scadenza pattuita;

2) Il versamento in c/futuro aumento capitale nei confronti di una società terza che utilizzerà detto versamento per la sottoscrizione del capitale deliberato;

3) La configurazione di una operazione di associazione in partecipazione che, regolamentata dagli art. 2549 – 2550 – 2551 – 2552 – 2553 – 2554 del C.C., permette, in questo caso, di assegnare ad una persona fisica le azioni, a titolo di corrispettivo apportato nel contratto di associazione in partecipazione, che poi verranno utilizzate, dall’Associato, proprio per conferirle nella Società oggetto di patrimonializzazione.

Una volta terminata l’operazione l’azienda rileverà sul proprio dossier titoli il deposito delle azioni conferite con la relativa valorizzazione.

DossierTitoli

   Per maggiori  info su quest’argomento o per consulenze contattaci : studiomontini@hotmail.it 

Gianluigi Montini – commercialista –

Annunci
 
1 Commento

Pubblicato da su 5 marzo 2015 in Banca

 

Tag: , , , ,

Una risposta a “PERCHE’ UNA PMI SPESSO NON VIENE FINANZIATA …. POSSIBILI SOLUZIONI

  1. Maria pellegrini

    13 aprile 2015 at 13:52

    Esiste u n minimo di fatturato o di capitale sociale per accedere a tale forma di intervento?

    Mi piace

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: